ERITREA ON TOUR 2019 - viaggio concluso - VEDI COMMENTI

Un tuffo nella storia con uno sguardo al futuro 9 giorni 1-9 marzo 2019 cod52 19eri

ERITREA ON TOUR 2019 - viaggio concluso - VEDI COMMENTI
ERITREA-ADESSO IN PREPARAZIoNE il 2020 

Dove andiamo:
Asmara - “Africa’s Modernist City” nominata nel 2017 patrimonio mondiale dell’UNESCO - sospesa a quasi 2.400 metri di altezza sull'altopiano eritreo, è un ‘gioiello d’Africa’. 
La città, con la sua architettura coloniale, il suo animato rito del caffè, i colori e i profumi, rappresenta l’icona della moderna progettualità italiana del periodo coloniale, memoria del vissuto di tanti eritrei ed italiani, ed anche testimonianza di un convivere civile in un paese laico multietnico e multi religioso. 
Massawa, la “Perla del Mar Rosso”, con il suo dedalo di viuzze e l’incantevole spiaggia di Gurgussum, conserva un'atmosfera seducente ed esotica, che ne fa un luogo affascinante da visitare. Oltre al centro storico, all’isola di Taulud (con il palazzo del Governatore e le architetture coloniali italiane) la visita prevedrà anche il Museo Regionale e la piccola moschea sul porto. 

Sistemazioni: 
Asmara Palace Hotel’ (ex Intercontinental) in Asmara, piscina, sauna, sala fitting e Wi-Fi gratuito. 
Grand Dahlak Hotel’ a Massawa 
Trattamento:
pensione completa - bevande escluse 
Trasferimenti: 
A bordo di pullmini Toyota Coaster

_____________________nota del 23/11/18
In Eritrea  ultimo video di Jovanotti*
il nuovo video di Jovanotti girato ad Asmara, in Eritrea:
per raccontare l'Africa senza stereotipi....
La clip è girata ad Asmara, in Eritrea. Nella città del Corno d’Africa, molti anni fa un altro Lorenzo, il nonno del cantante, lavorò come camionista.
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IL PROGRAMMA

1° giorno-venerdì
ITALIA - ASMARA
Partenza da Milano Malpensa o Roma (stesso volo) in serata per Asmara con voli Ethiopian Airlines. 
Arrivo ad Addis Abeba di primo mattino e coincidenza con volo per Asmara. 
Pernottamento a bordo. 

2° giorno-sabato 
ASMARA
Arrivo ad Asmara alle 10.25. Welcome in aeroporto e trasferimento in hotel. 
Dopo un breve riposo e dopo il pranzo,  iniziamo a visitare Asmara.
Asmara, capitale del Paese, conserva una chiara impronta del periodo coloniale italiano, negli edifici e nell'arte; ma oltre alle sue notevoli opere architettoniche e giardini perennemente fioriti, questa città è intimamente segnata dall'impronta lasciata dagli italiani.
Visitare Asmara è un viaggio a ritroso nel tempo, in un passato che un po’ è anche nostro perché appartiene ai ricordi dei nostri genitori, perché l’abbiamo studiato sui libri di storia e ripetutamente visto nei documentari alla televisione.
Si potrà ammirare il Palazzo Imperiale, in Liberation Avenue. Oggi palazzo del Governo, ospitava fino a pochi anni fa il National Museum. Era stato costruito da Ferdinando Martini, il primo governatore civile italiano dell’Eritrea, nel 1897, per essere il Palazzo del Governatore. Con il suo frontone sorretto da colonne corinzie e interni spaziosi, è considerato uno degli edifici in stile neoclassico più belli dell’Africa. Molto curati sono i suoi giardini sia quelli interni, che quello antistante. Non mancherà di affascinare il Teatro dell’Opera, costruito nel 1918 dall’architetto Cavagnari. È un bellissimo esempio di architettura eclettica, conserva un interno delizioso, a quattro piani di palchi e uno spettacolare soffitto art noveau affrescato da Saverio Fresa con scene, tra il neoclassico e l’art nouveau, di danza. Un tempo vi si esibivano numerose e famose compagnie, come quella di Renato Rascel o di Renato Carosone.
‘Asmara Palace Hotel’, Asmara. Trattamento di FB (pranzo e cena inclusi)

3° giorno-domenica 
ASMARA 
La giornata di oggi è tutta dedicata ad Asmara.
Essendo domenica c’è la possibilità se disponibile di partecipare all'escursione col treno a vapore dei tempi coloniali, o di andare alla S Messa in Cattedrale, officiata in italiano, dove si raccoglie la comunità italiana che vive ad Asmara. Poi ci si ritrova sul sagrato e nei bar vicini per l’aperitivo. Un classico della vita italiana dei tempi coloniali e post-coloniali.

Cattedrale Cattolica di Santa Maria. Consacrata nel 1923, è ritenuta una delle più belle chiese in stile romanico lombardo al di fuori dell’Italia. L’interno della cattedrale è magnifico: l’altare è in marmo di Carrara, mentre il battistero, i confessionali e il pulpito sono in legno di noce italiano. L’interno è completamente affrescato. Il campanile della chiesa, in stile gotico, domina la città ed è il punto di riferimento della Harnet Avenue, la strada principale. È uno dei massimi monumenti della città. Dal campanile, che contiene otto campane, si gode di una bella vista panoramica. Le campane del campanile si confondono con la voce dei muezzin emanata dagli altoparlanti dei minareti e con le preghiere dei monaci ortodossi a testimonianza dell’atmosfera multi religiosa tipica delle grandi città orientali, e testimonianza della grande tolleranza religiosa che esiste in eritrea, dove convivere con le altre religioni è ormai un dato acquisito.
Cattedrale Copta ‘Nda Mariam. La chiesa, che è stata costruita nel 1938 durante l'occupazione italiana domina la città, essendo stata edificata su una collina. Costruita nel 1938, è una curiosa combinazione di architettura italiana ed eritrea. La cappella d’ingresso è a pianta quadrata, sormontata da tamburo cilindrico con pitture di santi e coperta da tetto conico a largo spiovente. Ai lati, due brevi tratti di portico a travate di legno, con parete in fondo a struttura listata: notevoli i pannelli della trabeazione, di legno scolpito a motivi axumiti e l’arcosolio interno di legname dipinto, tratti dalla demolizione della vecchia chiesa primitiva. La chiesa, costruita (progetto dell’arch. E. Gallo, 1920) sull’area dell’antica, è preceduta da due torri quadrate, che servono come sacrestia e magazzino.
Dal piazzale antistante la chiesa, si possono incrociare con lo sguardo le croci copte, il minareto della Grande Moschea e il campanile della Cattedrale cattolica. 
La Grande Moschea. Ultimato nel 1938 da Guido Ferrazza, questo grandioso complesso coniuga elementi razionalistici, classici e islamici. La simmetria della moschea è accentuata dal minareto, che si innalza da un lato come una colonna romana scanalata al di sopra di cupole e archi tipicamente islamici. All’interno il “mihrab” (la nicchia che indica la direzione della Mecca) è impreziosito da mosaici e colonne in marmo di Carrara. Lo stile di Ferrazza risulta evidente anche nel disegno della maestosa piazza e nel complesso del mercato che circonda la moschea. Pernottamento in albergo
‘Asmara Palace Hotel’, Asmara. Trattamento di FB (colazione, pranzo e cena inclusi)

4° giorno-lunedì 
ASMARA – MASSAWA
Dopo colazione, partiremo per Massawa verso il mare (2.400 metri circa di dislivello in poco più di 100 km di strada).
Percorreremo la famosa “Strada degli Italiani”, costruita durante il periodo coloniale, ancora oggi principale arteria stradale del Paese, un vero ‘capolavoro’ d’ingegneria civile. Parallela alla strada si ha la coeva ferrovia - che ancor oggi è funzionante in alcuni tratti - con ardimentose gallerie, ponti e viadotti.
Lungo la strada per Massawa si incontreranno le cittadine di Nefasit, Embatcalla, Ghinda, Dongollo Alto e Basso quest’ultima famosa per le sue acque minerali. 
Di questo tratto di strada si segnala il ‘Tredicesimo Chilometro’ da Asmara, in questo punto si è spesso sopra le nuvole, da qui infatti inizia il ‘precipizio’, la discesa verso il Mar Rosso.
L’altopiano più grande dell’Africa, all’altezza di questo ‘chilometro’, va in frantumi, crolla dagli oltre duemila metri di Asmara fino alle sabbie della meravigliosa costa marina. Le nuvole, spesso, si accatastano lungo il ciglio dell’altopiano e non ce la fanno a scavalcarlo. Chi si affaccia dalle rocce del Tredicesimo Chilometro avrà la sensazione di trovarsi in volo sopra l’Eritrea. Se si guarda verso sud si potrà vedere anche un Monastero ortodosso come sospeso nel cielo. 
Lungo la strada, ad una ventina di chilometri da Massaua, faremo una breve sosta al monumento di Dogali, dove nel gennaio 1887 furono uccisi, dai guerrieri abissini di Ras Alula, cinquecento italiani comandati dal Colonnello De Cristoforis.
Finalmente arriviamo in vista del mare! 
Le due isole che formano Massawa si chiamano Taulud e Massawa, ed entrambe sono collegate alla terraferma tramite dei terrapieni che fungono da ponti.
Sull'isola di Taulud, oltre al famoso palazzo del Governatore costruito nel 1872, vi è la cattedrale di Santa Maria e l'originale stazione ferroviaria costruita dagli italiani. 
Sull’isola di Massawa c’ è il porto e il nucleo antico della città, con edifici in pietra corallina che riflettono l'influenza turca. Sotto le splendide arcate delle architetture italiane coloniali vi sono i negozi, i caffè e i ristoranti che offrono cucina eritrea, araba, esotica e occidentale.
Resto della giornata libero.
Pernottamento in albergo
‘Grand Dahlak Hotel’ di Massawa, Trattamento di FB (colazione, pranzo e cena inclusi)

5° giorno-martedì
MASSAWA-ISOLE DAHLAK
Giornata dedicata all’ escursione in barca veloce alle isole Dahlak definite oggi le Maldive di 20 anni fa !
In particolare ci fermeremo nella splendida Dessei l’isola che incanta per i suoi colori e la sua naturalezza magica.  E certamente l’isola più amata dagli occidentali, ma l’arcipelago nel suo insieme rappresenta un’immensa ricchezza marina, un patrimonio in parte ancora da valorizzare. Pranzo pic-nic
Rientro in hotel in serata, cena e pernottamento .
‘Grand Dahlak Hotel’ di Massawa, Trattamento di FB (colazione, pranzo e cena inclusi)

6° giorno-mercoledì 
MASSAWA - ASMARA
Dedicheremo parte della mattinata al relax e prima del mezzogiorno partiremo per Asmara, per fermarci a pranzo a Gahtelay o a Ghinda lungo la strada.
Arrivo ad Asmara nel pomeriggio. Ancora visita della città. Pernottamento in hotel.
‘Asmara Palace Hotel’, Asmara. Trattamento di FB (colazione, pranzo e cena inclusi)

7° giorno-giovedì 
ASMARA-CHEREN

Giornata dedicata all’ escursione a Cheren.
La città di Cheren col suo abitato ‘aggrappato’ ai fianchi della montagna, si offre a quanti sono in grado di apprezzare una parte d’Africa ancora autentica, con un’atmosfera riservata e nostalgica che la rende affascinante.
Sosta al santuario della Madonna del Baobab, legato ad una storia miracolosa che salvò la vita ad alcuni militari italiani. Qui è venerata una Madonna nera inserita nella cavità di un maestoso baobab, e considerata da tutti la regina e protettrici del paese, anche dai musulmani, spesso vi si svolgono pellegrinaggi ecumenici e interreligiosi. Visita ai cimiteri di guerra in cui sono sepolti soldati italiani e ascari (gli indigeni eritrei che combattevano a fianco alle nostre truppe) e a quello britannico. Pranzo in loco. Rientro ad Asmara.
In serata parteciperete ad una cena tradizionale, dove potrete gustare la cucina eritrea e le bevande locali con cerimonia del caffè. Pernottamento in hotel.
‘Asmara Palace Hotel’, Asmara. Trattamento di FB (colazione, pranzo e cena inclusi)

8° giorno-venerdì 
ASMARA – ITALIA
È l’ultimo giorno e sicuramente l’idea di partire e lasciare questo splendido paese vi farà dispiacere. 
La giornata la dedichiamo all’ultimo shopping, a fare quello che non siamo riusciti nelle altre giornate  e a continuare la visita di Asmara. Pranzo.
Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo per Addis Abeba in partenza alle 18.55.  Breve sosta ad Addis e coincidenza con volo per Roma o  Milano

9° giorno-sabato 
ASMARA – ITALIA
Arrivo a Milano alle 07.00. 

I VOSTRI HOTEL: 
  1. Asmara Palace Hotel , (ex Intercontinental) è il miglior albergo dell’Eritrea.
  2. ‘‘Grand Dahlak Hotel’ a Massawa ’ è il miglior albergo di Massawa
  3. Questo viaggio prevede il trattamento di FB (pernottamento, prima colazione pranzo e cena) bevande escluse.
  4. Il nostro primo obiettivo è quello di organizzare per voi un viaggio in grado di soddisfare tutti i vostri desideri. Non esitate quindi a chiederci qualsiasi informazione che riteniate utile, e a illustrarci tutti i dettagli che ritenete importanti affinché il vostro viaggio, oltre ad avere un’ottima riuscita, rimanga davvero nella vostra memoria come una delle più belle esperienze della vostra vita.

La quota comprende:
*Volo Ethiopian Airlines da Milano  o  Roma ( stesso volo ) in classe economy
(avvicinamento da Venezia con supplemento)
*Visto di ingresso per l’entrata in Eritrea (per ottenerlo sono necessarie 2/4 settimane  e ha validità 3 mesi dalla data di concessione)
*Sistemazione in alberghi di categoria superiore (i migliori in ogni città), in camera doppia (o come meglio precisato nel programma di viaggio)
*Trattamento di pensione completa dal pranzo del giorno di arrivo al pranzo del giorno di partenza,  bevande escluse
*Tutti i trasferimenti in pullmino privato
*Escursione in barca veloce alle isole Dahlak con pasto pic nic
*Autista/Guida, di lingua italiana, durante le escursioni
*Ingressi, tasse e permessi 
*Nostro accompagnatore di Agenzia  in partenza dall’Italia con il gruppo 
*Assicurazione sanitaria – assistenza persona/annullamento viaggio 
La quota non comprende:
*Assicurazione annullamento ( facoltativa  5% )
*Bevande ai pasti, extra e mance in genere
*Spese extra di carattere personale.
*Tutto quanto non indicato espressamente nel programma di viaggio.
*Il trasferimento in aeroporto sarà quotato in base al numero dei partecipanti.

NB: La nostra quotazione è da considerarsi sempre soggetta a riconferma, sino a quando non avremo le conferme dei servizi offerti e di eventuali oscillazioni dei cambi applicati: 1€=1,15 (con una tolleranza del 3%)

DOCUMENTI : 
PASSAPORTO con validità residua di almeno 6 mesi dal momento di entrata nel Paese

DOCUMENTI NECESSARI PER LA RICHIESTA DEL VISTO
Abbiamo bisogno di ricevere:
-  passaporto originale
-  1 fototessera
-  1 copia della carta d’identità 
-   modulo compilato e firmato secondo le ns indicazioni

Importante:
-   Il modulo va compilato con la penna nera
-   Seconda pagina va solo firmata
-   Bisogna precisare la professione (ad esempio no solo insegnante ma insegnante di educazione musicale, no pensionato, ma pensionato ex bancario, etc)
-   Il modulo deve essere stampato su due fogli separati 
-   Alleghiamo anche un fac-simile come guida alla compilazione





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    • 20/03/2019 08:20:28 Claudia Verona [Dice]
    • Viaggio intenso. Vorrei proporre solo dei flash. Asmara è un'inserto italiano evidente che trasmette grande tranqullità e bar di sapore italiano con la chiesa cattolica stile romanico che convive con quella musulmana e grandi e belle strade, segno che chi si è immaginato la pianta della città aveva idee chiare e pochi vincoli. Bella da visitare la città, da godere nella piacevole temperatura di marzo, il periodo durante il quale siamo andati. L'architettura colpisce per la sua creatività e preveggenza. Cio che hanno fatto gli italiani in Eritrea per renderla il fiore all'occhiello di un paese che aveva mire coloniali è molto interessante. Gli eritrei ci vedono come amici. Le isole Dahlak avrebbero meritato il tempo che non avevamo, ma si parla di un territorio vergine immenso, mentre Massawa, pur nella sua difficile situazione post bellica è notevole. Cheren meritava i chilometri fatti per godere del suo mercato coloratissimo, del paese, oltreché per un momento di riflessione al santuario della Madonna Nera del baobad. Ma anche Ghinda va ricordata per il suo mercato gigante di umanità e bestiame. Anche i cimiteri mililtari italiani hanno rappresentato un tassello di conoscenza ed emozione in particolare quello dei caduti della battaglia di Cheren dove una frase del generale Guillet, il Lawrence d'Arabia nostrano, fa riflettere: " Gli eritrei furono splendidi. Tutto quello che potremo fare per l'Eritrea non sarà mai quanto l'Eritea ha fatto per noi." Il mangiare? Sempre bene e di soddisfazione.
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      5
    • 18/03/2019 18:04:42 Leonardo TrentoLeonardo Trento [Dice]
    • Non mi aspettavo tanto dall'Eritrea. Ho certamente trovato un'Africa diversa. Tanta italianità. Totale tranquillità e gentilezza. Davvero tanti colori, tanti personaggi che meriterebbero dei ritratti, dei racconti come le storie degli italiani che sono venuti da queste parti e che spesso si sono mischiati con i locali. Massawa arriva dopo una galoppata di oltre 100 chilometri da 2400 a 0 metri sul livello del mare: che sorpresa! Una città bellissima, ferita, che aspetta di rinascere. Le Dahlak strepitose e abbiamo solo avuto un piccolo assaggio: certamente sarebbe stato interessante starci almeno una notte con un campo tendato per godere del mare con un po di snorkelling, per vedere quel mondo multicolore di pesci da paradiso dell'Eden marino, delle mille foto da fare per catturare emozioni, del cielo stellato in assenza di luci per sognare. Il libro "Akim" di Niki Di Paola ha certamente contribuito ad aprire uno squarcio su un mondo che merita di essere approfondito.
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        • 18/03/2019 18:30:07 ROBERTO [Dice]
        • Questo paese ha davvero tanto da offrire. Per molto tempo è rimasto lontano dai radar del turismo. E' un paese che merita. Si ritorna sempre pieni di entusiamo e tanti racconti. Le foto non hanno limiti.
    • 17/03/2019 20:43:24 Armando Milano [Dice]
    • Una destinazione insolita lontana dall'idea di Africa. Un viaggio interessante, particolarmente per noi italiani, in un paese con tradizioni legate al nostro periodo coloniale. Un paese dove le religioni, la cattolica, la musulmana e l'ortodossa vanno daccordo, da sempre. Sorprende la piccola Roma, cosi veniva chiamata Asmara nel periodo fascita poichè era destinata ad essere il fiore all'occhiello delll'impero d'Abissinia comprendente, oltre all'Eritrea, anche Etiopia e Sudan. Asmara, conserva ancora, incredibilmente, la sua atmosfera da cittadina coloniale italiana dell'epoca fascista con uno stile architettonico unico, fermo agli anni '30, dove trovare il Cinema Impero, tanti caffè con le brioche e i maritozzi alla panna...., il Caffè Roma, la concessionaria Fiat Tagliero e tanti abitanti che parlano ancora la nostra lingua. Coinvolgenti il mercato delle spezie, il mulino, i porticati infiniti e ricchi di umanità. Cento chilometri portano a Massawa, una vera perla, che riporta le ferite della guerra sul Mar Rosso, costruito su due isole coralline e caratterizzato da uno stile arabo-moresco. Centro chilometri che erano fatti di una spettacolare ferrovia, una incredibile funivia unica al mondo e l'attuale ottiama e panoramica strada. Se Massawa, nonostante le ferite è imperdibile, altrettanto imperdibile è la possibilità di visitare le isole Dhalak, una spettacolare miriade di isole tipo maldive, per fare un paragone, sul Mar Rosso, tutelate e ricche di vita marina con splendide barriere coralline e un'infinità di pesci colorati. Quindi Keren, un paese di stampo musulmano ricco di vita artigianale con il suo caratteristico, genuino e coloratissimo mercato che di norma è piu ricco di bestiame il lunedì. Un viaggio che non da respiro, ricco di sorprese, colori, umanità e tanto da vedere e raccontare.
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        • 18/03/2019 18:34:28 ROBERTO [Dice]
        • Una bella sintesi. Non c'è molto da aggiungere. Osservo che la strada da Asmara a Massawa, quasi 100 km da 2400 metri sino al livello del mare potrebbe essere tranquillamente percorsa in bicicletta se non fosse per una banda di babbuini che, ovviamente, non consentono di fare quel percorso in totale tranquillità.
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