#Arabia Saudita #Riyadh #Tabuk #Mada’in Saleh #Mar Rosso #Neom #AlUla #Nabatei #Yemen #Lihyan #Medina #Jeddah #Saudi Arabia
ARABIA SAUDITA e SAUDI VISION 2030
INTRODUZIONE
LE PORTE DEL REGNO NEL DESERTO
"Non tutti gli uomini sognano allo stesso modo,
coloro che sognano di notte nei ripostigli polverosi della loro mente,
scoprono al risveglio la vanità di quelle immagini, ma quelli che
sognano di giorno sono uomini pericolosi perché può darsi che recitano
i loro sogni ad occhi aperti per attuarli…”
In questa citazione dal suo capolavoro “I sette pilastri della saggezza” è rappresentata la filosofia di vita di uno dei personaggi più leggendari del XX secolo, il colonnello Thomas Edward Lawrence, famoso con il nome di Lawrence d'Arabia.
E alla ricerca delle sue orme, cancellate dal vento e dal tempo, questo viaggio dedicato va alla scoperta di un Paese tanto importante quanto ancora inesplorato. Negli ultimi tempi l’apertura al turismo del Paese ha scaturito il desiderio di molti, come noi, di partire alla sua scoperta. Ma l’Arabia Saudita è ancora un angolo di mondo largamente sconosciuto, desertico, misterioso, retto da una monarchia che suscita molte attenzioni per le sue politiche e le recenti aperture al progresso.
È uno Stato prevalentemente costituito da deserti e zone aride, dove le città sorgono lungo la costa o in prossimità delle oasi e dove la vita beduina convive fianco a fianco con palazzi moderni e virtuosismi architettonici. Sono i contrasti, i misteri e la lontananza culturale che ci avvicinano fatalmente a questo Paese e che costituiscono il motivo stesso del viaggio: la curiosità di vedere con i propri occhi come, in un altro mondo ma nello stesso pianeta, altri uomini e donne vivono e costruiscono il loro futuro. Il viaggio è quindi una proposta dedicata ai viaggiatori più esperti, che mettono in conto imprevisti e avventure come parti caratterizzanti di un viaggio esplorativo.
L’itinerario si sviluppa dalla capitale saudita, Riyadh, con i suoi grattacieli e le strade trafficate ma anche con il suo cuore d’argilla inaspettato, per finire sulle sponde del Mar Rosso, a Jeddah, tra i pellegrini diretti alla Mecca, antichi palazzi di corallo e curiose, eccentriche statue lungo la corniche. Nel mezzo, gli inesplorati territori del nord ovest, verso la Giordania. Da Tabuk ci inoltreremo tra le sabbie e i faraglioni di arenaria della Hisma Valley fino al Golfo di Aqaba, a Madyan, dove incontreremo la prima necropoli nabatea, e poi lungo la costa, tra spiagge, idrovolanti e wadi scoscesi. Attraversiamo terre che un tempo erano percorse da nomadi e carovane commerciali, abitate dai Nabatei, occupate per breve periodo dalle legioni di Traiano. Terre le cui sabbie hanno occultato e saputo conservare autentici gioielli archeologici. Come Madai’n Saleh, nella grande oasi di AlUla, che raggiungeremo dopo l’emozionante traversata in 4x4 della Disah Valley. L’antica Hegra, la Petra perduta nelle sabbie. Uno dei pochi luoghi al mondo dove all’arrivo si ha ancora la sensazione di scoperta, l’emozione di trovarsi al cospetto di una Storia che aspetta ancora di essere raccontata.
Così come meraviglia ci regalerà il nostro ingresso a Medina, una delle due città sante dell’Arabia Saudita e dove si trova la tomba del Profeta e che solo negli ultimissimi mesi è stato possibile – per i non credenti – entrare.
Un itinerario intenso, con ottimi servizi e ottimi hotel selezionati e tutti testati per offrire un’esperienza di viaggio diversa e di qualità. Un viaggio dove natura, cultura, vestigia archeologiche lasceranno anche spazio all’incontro con la gente, che sia presso una famiglia di Riyadh che ci ospiterà per pranzo, al mercato del pesce di Jeddah oppure tra le sabbie del deserto condividendo un caffè al cardamomo.
IL PROGRAMMA
GIORNO 1
Partenza da Milano Malpensa per l’Arabia Saudita con volo di linea diretto o via scalo internazionale. Cena a bordo e arrivo in tarda serata a Riyadh. Accoglienza da parte del corrispondente locale dopo il disbrigo delle pratiche doganali. Trasferimento privato in hotel e pernottamento. NB: per chi partisse da Roma o da altri aeroporti italiani, possibilità di prenotare il volo domestico di collegamento o di unirsi al gruppo all’aeroporto di scalo, se previsto, con suppl. tariffario.
GIORNO 2-VISITA DELLA CAPITALE
Prima colazione in hotel e giornata dedicata alla visita di Riyadh. Capitale dal 1932, è oggi una città moderna e funzionale, costellata da palazzi avveniristici e mirabolanti grattacieli, e conta più di 6 milioni di abitanti. Si trova a circa 600 metri di altezza, sull’altopiano del Najd, circondata da deserti roventi. Sono presenti più di 4.300 moschee e, per chi non è musulmano, la pratica della propria religione deve avvenire in luoghi privati. Iniziamo le visite dal Museo Nazionale, inaugurato nel 1999 per celebrare il centenario dell'unificazione saudita.
Le sale espositive contengono testimonianze e reperti dall’età della pietra all’Arabia moderna.
Ci inoltriamo poi nel Dira Souq, famoso per la sua varietà di vecchi oggetti in rame e ottone, tra cui pugnali d'argento, gioielli e abiti beduini. Entrando dall'accesso principale, si sente sempre il profumo del legno di sandalo. Infine, il forte Musmak, costruito durante il regno di Abdullah bin Rashid nel 1895. Questo edificio, caratterizzato da spesse mura in argilla e da quattro torri di avvistamento, ebbe un ruolo importante nella storia del regno, poiché fu qui che la riconquista di Riyad, guidata da Ibn Saud, avvenne il 14 gennaio 1902.
A seconda delle ore di luce della stagione in cui ci troviamo, sarà possibile vederlo anche illuminato, alla nostra uscita.Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio ci rechiamo alla vecchia città di Diriyyah, oggi un quartiere che si trova a circa 20 km dal centro della città moderna. È uno dei siti archeologici più importanti del Paese, da cui deriva la dinastia saudita; servì anche da capitale dell’Emirato di Diriyyah sotto la prima dinastia saudita dal 1744 al 1818. Dal 2010 il distretto di Turaif, ovvero il nucleo centrale dove si trovano palazzo Salwa e il palazzo Saad Bin Saud, è patrimonio dell’umanità Unesco. Tutti gli edifici, circondati da mura e torri di avvistamento, sono costruiti in mattoni a crudo e fortunatamente i recenti restauri ne hanno conservato, per visibili tratti, l’originalità. Il sito è un autentico museo a cielo aperto e senz’altro una piccola sorpresa, in una città moderna come Riyadh e che potrebbe sembrare nata dal nulla in mezzo al deserto. Rientrando in hotel ci fermeremo alla Kingdom Tower, un grattacielo alto 311 metri e probabilmente l’immagine più iconica di Riyadh. Nel 2002 ha vinto un prestigioso premio internazionale per il suo design, caratterizzato da un ponte che collega le due sommità dell’edificio, formando un triangolo sospeso. Noi abbiamo previsto la salita fino all’ultimo piano, per avere un punto di vista privilegiato sulla città.
Cena e pernottamento in hotel.
NB: L’ordine delle visite di Riyadh può cambiare ed alcune di esse essere spostate anche al giorno successivo (per esempio nel caso di volo con scalo, arrivando più tardi la notte, è preferibile dedicare qualche ora al riposo prima di iniziare le visite). Segnaliamo anche che l’estrema peculiarità del Paese potrebbe incidere sull’apertura stessa di alcuni siti, anche senza preavviso e motivazioni.
Sarà cura di Kel 12 sostituire, in tal caso, le visite perse con altri luoghi d’interesse che non mancano in città.
GIORNO 3
Prima colazione e visita della parte più moderna della capitale saudita. Visiteremo questa mattina il quartiere finanziario, con i suoi edifici moderni e avveniristici.
Pranzo libero in uno dei numerosi locali del centro città. I ristoranti e i locali alla moda sono spesso stati aperti da giovani ragazzi che hanno studiato all’estero e sono rientrati per dare il loro contributo allo sviluppo del Paese. Oggi sono un importante centro di aggregazione che stanno lentamente cambiando le tradizioni e il modo di rapportarsi delle giovani generazioni.
Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto.
Partenza con volo domestico per Tabuk, importante centro commerciale non distante dal confine con la Giordania, nel nord ovest del Paese.
All’arrivo trasferimento privato in hotel, dove ci aspetterà la cena, e pernottamento.
GIORNO 4-TRA DUNE DI SABBIA
Il geografo greco Tolomeo, in alcune sue opere, fa cenno ad una località chiamata "Tabawa", situata nella parte nord occidentale della Penisola Arabica, che sembra coincidere con la Tabuk odierna. Negli ultimi anni la città è letteralmente esplosa a livello urbanistico ed è cresciuta molto a livello economico e commerciale. Soprattutto, è il principale punto di partenza per la regione del nord ovest, una delle più affascianti dell’Arabia Saudita, ricca di vestigia nabatee e inserita in un ambiente naturale di rara bellezza.
Partiamo quindi a bordo di mezzi 4x4 verso ovest: dopo circa un’ora lasciamo l’asfalto e ci inoltriamo nella Hisma Valley. Il paesaggio assomiglia molto a quello del vicino deserto del Wadi Rum, in Giordania, con dune di sabbia e imponenti formazioni rocciose, faraglioni di roccia e qualche insediamento beduino, con i quali, con un po' di fortuna, potremo condividere del chai o del caffè aromatizzato al cardamomo. Gli scorci grandiosi che si aprono sono sempre diversi e inaspettati. Pranzo a picnic in corso di escursione. Attraverseremo questa porzione di deserto da sud verso nord, fino a ricongiungerci con la strada asfaltata che ci porta a Madyan. Questo sito archeologico è un piccolo gioiello nascosto, perché fuori da ogni itinerario turistico e perché ci offre subito un’idea della stratificazione culturale e architettonica di quest’area, e di quanto fosse importante ai tempi delle rotte commerciali.
Quest’area, infatti, si trova in posizione strategica:
a metà strada tra Mada’in Saleh e Petra, ma anche
vicino ad Aqaba e al Mar Rosso. I reperti più antichi risalgono al II millennio a.C. e la tradizione vuole che Mosè, fuggendo dall’Egitto, si rifugiò proprio nell’area desertica di Madyan, dove gli venne affidato da Dio il compito di tornare in Egitto per liberare il popolo ebraico. Agli edifici più antichi, scavati nella roccia, si sovrappongono le tombe dei nebatei, nell’area di
Mugha'ir Shu'ayb. La necropoli conta circa una trentina di tombe, alcune delle quali decorate con colonne e capitelli che sembrano ispirarsi allo stile greco. A differenza di Petra, qui è possibile affacciarsi all’interno e vedere chiaramente i singoli luoghi sepolcrali. Ormai mancano pochi chilometri per affacciarsi sul Mar Rosso. Spiagge incontaminate, mare cristallino, colline aspre e desertiche, spesso spazzate dal vento. Ed è proprio su una di queste spiagge che, nel 1960, fece un atterraggio di emergenza un
idrovolante Catalina, appartenente al
miliardario americano Thomas Kendall. Originario della California, Kendall aveva iniziato un anno prima un viaggio intorno al mondo con la sua famiglia a bordo dell’idrovolante. Il 22 di marzo si trovava nei pressi del promontorio di Ras Al Sheikh Hamid, poco distante da Sharm-el-Sheikh, quando un gruppo di miliziani beduini, scambiandolo per un areo spia israeliano, aprirono il fuoco. Il velivolo fu perforato da più di 300 colpi e dovette atterrare, schiantandosi sulla spiaggia. Kendall e la sua famiglia riuscirono a sopravvivere e, dopo essere stati portati a Jeddah, furono liberati; il Catalina, invece, è rimasto sulle spiagge, spezzato in due, ed è oggi un piccolo richiamo per i visitatori, affascinati dalla storia avventurosa che rappresenta. Rientro a Tabuk via asfalto, attraversando la regione che forse più di tutte cambierà volto nei prossimi anni: è qui infatti, tra la costa e l’entroterra, che sorgerà
nel 2030 Neom, una nuova città futuristica annunciata nel 2017 da Mohammed Bin Salman, l’erede al trono. Cena e pernottamento in hotel.
NB: proprio a causa dei lavori di Neom, la visita del Catalina non può essere garantita in quanto la strada e l’intera area viene arbitrariamente chiusa in maniera non prevedibile.
In caso la visita non si facesse, sarà cura di Kel 12 sostituirla con un altro sito.
GIORNO 5-EMOZIONANTE
Prima colazione e partenza per Al Ula attraverso uno dei percorsi più belli del viaggio: la Disah Valley. Per raggiungerla scendiamo verso sud, visitando lungo la strada lo spettacolare Shaq Canyon, dove sono state rinvenute anche tombe risalenti all’età del bronzo; poi ci inoltriamo nell’entroterra fino ad arrivare ad Al Disah, un piccolo paese all’imbocco del canyon, lungo il quale si svilupperà la nostra pista. Stretta tra scoscese pareti di arenaria, circondata da formazioni rocciose spettacolari, è davvero molto diversa dai luoghi attraversati il giorno precedente. Qui c’è ancora acqua, presente tutto l’anno, e il fondo del canyon è verde e rigoglioso, ricco di palme. Possiamo solo immaginarci, ai tempi dei nabatei o dei romani, cosa significasse per le carovane attraversare luoghi come questo, prima di attraversare il deserto.
Ci fermiamo a fare due passi e picnic lungo la via, prima di riprendere l’asfalto e di salire di qualche centinaio di metri. Avremo una vista dall’alto della Disah Valley, e non solo: scopriremo di aver attraversato solo uno dei mille percorsi, alcuni ciechi e pochi altri possibili, di un dedalo di montagne e wadi che caratterizza quest’area di straordinaria rilevanza geologica.
Il miglior avvicinamento all’oasi di AlUla che nel tardo pomeriggio si vedrà all’orizzonte. Sistemazione in resort, cena e pernottamento.
DAL GIORNO 6 AL GIORNO 7-L'ANTICA
Due giornate davvero intense nell’Oasi di AlUla. Uno di quei luoghi al mondo in cui abbiamo imparato ad apprezzare il tempo lento da dedicare, per non perdere nessuna occasione e neppure la magia che avvolge questi posti.
Inizieremo le visite dopo le colazioni al campo, i pranzi li prevediamo sempre in tipiche farm locali e le cene al nuovamente al campo tendato.
Iniziamo da “Lei”, tanto attesa: Mada'in Saleh. Un luogo di profonda bellezza e carico di suggestioni per il connubio estremo tra la natura e l’opera dell’uomo. Primo sito patrimonio Unesco dell’Arabia Saudita, nel 2008, anche conosciuto con il nome di Al Hijr, era nota ai tempi degli antichi greci, grazie alla testimonianza di Strabone, come Hegra.
Sembra che i primi insediamenti risalgano attorno all’ VIII secolo a.C., ma è sotto il regno dei Nabatei che la città si espanse e, tra il 100 a.C. e il 75 d.C., furono realizzate tutte le principali opere che caratterizzano il sito. I Nabatei regnavano da Damasco a Gaza fino alle frontiere con lo Yemen, per conoscere poi un inesorabile declino con l’arrivo dei Romani, che conquistarono l’area corrispondente oggi alla Giordania per prendere il controllo delle principali rotte commerciali che in quest’area confluivano, dalla via della Seta a quella dell’Incenso, proveniente proprio dalla penisola Arabica. Ormai è accertato da alcuni ritrovamenti che fin qui si spinsero le truppe le truppe dell’imperatore Traiano, e che l’area probabilmente fece parte della provincia dell’Arabia Petrea, con capitale Petra.
I grandi sepolcri, con architetture ben squadrate ricavate dalle pareti delle formazioni rocciose, conferiscono all'intero paesaggio un aspetto surreale. La più imponente delle tombe è la Qasr Farid, contraddistinta da una massiccia facciata monumentale e forse l’immagine più iconica del sito. La tomba era stata fatta costruire per un valoroso condottiero che, a quanto pare, morì in battaglia senza mai riuscire ad usufruire del luogo predisposto. A differenza di Petra, qui non vennero sepolti i re nabatei, ma altre importanti personalità. Per chi ha già visitato il sito giordano, l’emozione resta comunque intatta. Perché qui non ci sono stretti siq per raggiungere i luoghi sepolcrali, che sono tutti esposti lungo la vallata di AlUla, affacciati verso il deserto e grandi orizzonti. Anche la lontananza dai centri abitati, dalle stesse strutture turistiche, comunque poche, contribuisce alla sensazione di spaesamento e meraviglia, nel vedere opere umane così raffinate in un luogo così remoto. Si visita anche il Diwan, sala del parlamento nabateo, costituita da un'immensa stanza ricavata nel cuore della roccia (e qui sì potremmo attraversare un piccolissimo siq).
AlUla non è solamente Hegra. Faremo un piccolo salto indietro nel tempo, recandoci in un sito abitato prima dell’arrivo dei nabatei: a Dedan. La vecchia capitale del regno di Lihyan, citata nell’antico testamento e la cui origine sembra provenire più a sud, visse il suo splendore dal VI al II secolo a.C., quanto subirono l’influsso dei nabatei. La loro fortuna fu l’attività intensiva di irrigazione che gli consentiva, grazie anche ad una maggiore presenza di acqua, di coltivare la terra della vallata di Al Ula e, allo stesso, tempo, si dedicarono al commercio: incenso, mirra, spezie provenienti dall’Arabia meridionale. Il popolo lihyanita fu noto anche agli antichi romani, tanto che Plinio si riferisce all’odierno golfo di Aqaba, proprio come Golfo di Lihyan. Oggi sono visibili centinaia di tombe, la cui più celebre è la tomba dei Leoni, per le decorazioni ai lati dell’ingresso che simboleggiavano probabilmente lo status e il potere del defunto, mentre altre tesi affermano che fossero le teste dei leoni fossero state scolpite per proteggere il sonno dei morti.
Un altro sito stupefacente è Ikhmah, poco distante, dove si trova la famosa “biblioteca all’aperto”, dove sono state rinvenute antiche iscrizioni, in realtà disseminate un po' ovunque nell’area di AlUla. Le più antiche risalgono tra il IX e il X secolo a.C., e percorrono tutta la storia degli abitanti della regione e delle carovane che passano di qui: troviamo scritte in aramaico, tamudico, dadanitico, nabateo, greco, romano e arabo.
C’è poi la visita della vecchia AlUla. Il centro, abitato fino alla fine del XX secolo, è noto come Ad-Deerah; in fase di parziale restauro, è costituito da una serie di case in argilla (ce ne sono fino ad un migliaio) anche su due o tre piani, dominate da un forte.
Spostandoci sempre con i 4x4, abbiamo la possibilità di inoltrarci con più facilità in aree più appartate, desertiche o panoramiche che possono cambiare di viaggio in viaggio. Perché ad AlUla non si smette mai, per la sua ricchezza naturalistica e culturale, di scoprire percorsi e scorci nuovi. Tra i più celebri c’è per esempio l’Elephant Rock, un’enorme formazione di arenaria che ricorda la silhouette di un elefante. Nei suoi pressi è possibile prendere un aperitivo, magari al tramonto quando i colori della roccia si infiammano. Modellate dal vento, scolpite dall’acqua, le pareti di roccia, le guglie, le torri che emergono dalle sabbie di questa zona sono la scenografia perfetta che segnano il connubio tra opera dell’uomo e quella della natura. Anche The Arch, in una zona più distante dall’oasi, è tra le rocce più iconiche che potremmo visitare; oppure potremmo finire la giornata all’Harrat Viewpoint, da dove ammirare Dedan, AlUla e i palmeti dall’alto. Interessante anche l’Orange Path, il percorso tra gli agrumeti per cui l’oasi è famosa. Il pranzo del primo giorno lo passeremo al nostro resort, mentre la cena sarà libera (con autista e tour leader a disposizione per chi voglia provare uno dei rinomati ristoranti di AlUla). Il pranzo del secondo giorno sarà in una tipica farm locale, mentre la cena in resort.
GIORNO 8-MEDINA, LA CITTà SANTA
Dopo colazione, lasciamo AlUla e i suoi gioielli archeologici per riprendere la nostra strada verso sud, questa volta a bordo di un pulmino. In tarda mattinata entreremo in quella che è considerata una delle due città sante, assieme alla Mecca, dell’Islam. Medina è il luogo in cui il profeta Maometto visse e insegnò dopo la migrazione dalla Mecca nel 622 d.C., chiamato Hijrah (Egira). Quest'anno è così importante nella storia islamica che segna l'inizio del calendario e, da allora, la città - precedentemente nota come Yathrib - iniziò ad essere chiamata Madinat al-Nabi, la città del profeta, soprannominata anche al-Madina al-munawwara, “la città illuminatissima”. Ed è così che viene vista da milioni di pellegrini che giungono sin qui da ogni parte del mondo. Se l’Haji è il quinto pilastro dell’Islam e prevede il pellegrinaggio alla Mecca, nel corso di questo o in altre occasioni, il fedele può compiere anche la Ziyara, ovvero l’atto devozionale con cui ci si reca in un luogo santo, tra cui quello più importante ha come destinazione proprio Medina.
Solo recentemente aperta ai viaggiatori non credenti, Medina sprigiona un’energia e un’atmosfera davvero particolari. Ci si trova in un luogo tra i meno frequentati al mondo da parte degli occidentali (o, meglio, dei non credenti) e allo stesso tempo in una città frequentatissima e dove, lo si può dire, si può osservare una diversità umana, culturale e linguistica davvero eccezionale. La città, che conta oggi poco più di 1 milione di abitanti, è incentrata su Al Masjid an Nabawi, conosciuta anche come la Moschea del Profeta, costruita dallo stesso Maometto, che proprio qui vi è sepolto. La visita sarà possibile solo dall’esterno.
Pranzo presso una famiglia locale, che ci ospiterà in casa propria. Questo incontro ci permette, proprio in un luogo che è rimasto per secoli chiuso ai forestieri non musulmani, di addentrarci un po’ nelle loro usanze e nella loro intimità domestica.
Dopo le visite trasferimento in stazione e proveremo il modernissimo treno ad alta velocità che, in circa due ore e mezza, ci porterà a Jeddah. Il treno è in assoluto il mezzo di trasposto più comodo e il fatto di utilizzare un mezzo pubblico ci dà anche la possibilità di osservare un piccolo spaccato di vita quotidiana.
All’arrivo, trasferimento privato in hotel. Cena e pernottamento.
GIORNO 9-I VOLTI DI JEDDAH, DAL MERCATO
Prima colazione in hotel e giornata dedicata alla visita di Jeddah.
Situata nel Mar Rosso, la città era originariamente un villaggio di pescatori. Nel 647 d.C. il califfo musulmano ‘Uthman B. ‘Affan la trasformò in un porto per i pellegrini musulmani che vi transitavano durante il viaggio che li portava alla Mecca.
Ancora oggi Jeddah è un crocevia per milioni di pellegrini che arrivano in aereo o via mare. Negli ultimi anni, come molte altre città della penisola arabica, ha visto un notevole sviluppo urbanistico, anche se più tradizionale e, salvo lungo la corniche, evitando di svilupparsi in verticale. La città è la seconda per numero di abitanti, che oggi sfiorano i 4 milioni. Visiteremo di prima mattina il tradizionale mercato del pesce, con le barche dei pescatori appena arrivate, e la corniche, ovvero il lungo mare dove si trovano molti alberghi, la passeggiata, alcune moschee tra cui la Moschea dell’Isola, progettata dall’architetto egiziano Abdel–Wahed El–Wakil nel 1943 è unita alla terraferma da una sottile striscia di terra che induce a recarvisi in pellegrinaggio con andamento solenne. Curiose sono anche le sculture che adornano le rotonde di alcune strade e che sono diventate un vero simbolo della città: troviamo una bicicletta gigante, un incensiere, un’auto bianca su un tappeto volante e tantissime altre immagini eccentriche ma significative.
Ci sposteremo poi al museo Abdul Rauf Khalil, che ospita una ricca collezione di oggetti, testimoni della cultura millenaria del paese.
Pranzo in ristorante locale.Nel pomeriggio continuiamo le visite della città, recandoci nel vecchio quartiere di Al Balad, il centro storico della città iscritto tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Abbiamo lasciato appositamente quest’area per ultima per sorprenderci ancora una volta dei volti di questo Paese.
Ad Al Balad sorgono più di quattrocento palazzi storici, i più antichi dei quali risalgono a cinquecento anni fa e che ricordano le case yemenite. Visita di un palazzo tipico saudita. Poi ci recheremo nel Suq, con le sue botteghe artigianali. E infine tempo libero a disposizione, perché la cosa più bella è forse semplicemente perdervi tra le viuzze sottili, adornate qua e là da vasi di fiori, e scoprire i volti e li sguardi di chi ancora vi abita.
Rientro in hotel e cena libera, con il tour leader a disposizione per provare uno dei ristoranti da noi selezionati.
GIORNO 10-VOLO DI RIENTRO IN ITALIA
In nottata o di prima mattina, a seconda dell’operativo aereo, trasferimento privato in aeroporto per il volo internazionale di linea per l’Italia. Arrivo in Italia in giornata e fine del viaggio.
DURATA e RICETTIVITà
Durata 10 giorni
Partecipanti minimo 10 massimo 16 partecipanti
HOTELs previsti
PER QUESTO TOUR ABBIAMO SCELTO KEL12.....PERCHE KEL 12?
- L'ARABIA SAUDITA E' UNA DELLE ULTIME FRONTIERE DA SCOPRIRE E KEL 12 E' SPECIALISTA NELL'APRIRE NUOVE ROTTE - BEN TRE NOTTI IN UNO DEI MIGLIORI RESORT AD AL ULA, LA LEGGENDARIA PETRA PERDUTA NEL DESERTO - HOTEL E RISTORANTI SELEZIONATI E VISIONATI DA PROGRAMMATORE ED ESPERTI PER OFFIRE SEMPRE UN'EXPERIENCE DI QUALITA' - OCCUPAZIONE DELLE AUTO 4X4 DI SOLI TRE PASSEGGERI E POSTO FINESTRINO SEMPRE GARANTITO A TUTTI I VIAGGIATORI - A MEDINA SAREMO OSPITI A PRANZO PRESSO UNA FAMIGLIA LOCALE PER AVERE UN'ESPERIENZA AUTENTICA
GLI ESPERTI
Fabrizio Denbech, Alessandro Fumagalli, Fulvio Giovanni Luca Cinqu8ini
APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO
IMPORTANTE – LEGGERE CON ATTENZIONE Il viaggio è dedicato a viaggiatori esperti e consapevoli del contesto culturale in cui ci si trova. È pertanto richiesto un certo spirito di adattamento per quanto riguarda i servizi usufruiti e che potrebbero non corrispondere a quelli di standard occidentale o essere soggetti a modifiche non dipendenti dalla nostra volontà. È bene tenere presente che l’esclusività del viaggio sta nell’essere tra i primi o tra i pochissimi viaggiatori a fare un viaggio del genere...