IL TRICHECO

Informazioni su un'animale di grandi dimensioni tra Atkantico, Pacifico e Artico. 3060205

IL TRICHECO
È difficile pensare ai ghiacci artici senza evocare l’immagine di un tricheco con le sue grandi zanne mentre ozia pacifico sul pack. Questo enorme pinnipede è infatti uno dei simboli dell’Artico; il progressivo scioglimento dei ghiacci causato dai cambiamenti climatici potrebbe però complicarne la conservazione. 

Gli esperti concordano nel dire che il riscaldamento globale avrà certamente un'impatto su questi animali tuttavia sembra improbabile che la specie possa estinguersi nel prossimo futuro.

Il trichieco vive principalmente nel circolo polare artico, è socievole, vive in gruppo.
Le maggiori aree di popolamento sono sulle Coste settentrionali dell’Oceano Atlantico e del Pacifico, nel Mare di Laptev, nord-est della Russia,  che fa parte dell’Oceano Artico.

I trichechi atlantici abitano le aree costiere dal Canada nord-orientale alla Groenlandia, mentre i trichechi del Pacifico abitano i mari settentrionali al largo della Russia e dell’Alaska, migrando stagionalmente nel Mare di Bering, dove si possono trovare sulle banchise di ghiaccio durante l’inverno, verso il Mare di Chukchi.

Il nostro animale è un mammifero marino dotato di baffi e zanne che vive principalmente nel circolo polare artico.
Vive sul ghiaccio, è socievole ma puo diventare aggressivo durante la stagione degli amori.
Se spaventato puo schiacciare alcuni membri della sua stessa mandria.
Il suo è un corpo grasso, di colore marrone e rosa con lunghe zane bianche, baffi e una pinna piatta.

Il tricheco pesa normalmente dai 400 a 1800 kg, è carnivoro, vive mediamente dai 20 ai 30 anni ma puo arrivare anche fino a 40 anni e trascorre circa 2/3 della sua vita in acqua

Le zanne, che si trovano sia negli esemplari di sesso maschile che nelle femmine, possono estendersi per oltre un metro e mezzo e sono effettivamente i loro denti canini, che crescono per tutta la vita.

I trichechi utilizzano le loro lunghe zanne per una serie di ragioni, ognuna delle quali rende la propria vita nell’Artico un po’ più semplice fra le quali:
Trascinarsi fuori dalle acque gelide;
Bucare le banchise di ghiaccio per poter respirare dal basso;
Agganciarsi al ghiaccio in modo da riposare mentre galleggiano senza scivolare nell’acqua;
I trichechi maschi per combattere tra loro durante la stagione degli amori, per proteggere le femmine e per marchiare il territorio.
 
Le vibrisse, ossia i baffi de trichechi, sono terminali estremamente sensibili, che vengono usati per individuare le prede, in particolare le vongole, di sono ghiotti e che mangiano per circa 70 kg. al giorno. 

Il tricheco, oltre alle vongole, si nutre anche di foche e persino di narvali intrappolati nel ghiaccio. In genere questi animali possono immergersi ad una profondità di 80-90 metri e rimanere sott’acqua per oltre 30 minuti alla volta.
 
I trichechi si radunano spesso insieme su grandi banchise di ghiaccio formando grandi gruppi divisi per sesso; questi gruppi possono crescere raggiungendo le centinaia di unità, fino a diventare migliaia durante la stagione degli amori.

Nonostante il loro peso, i trichechi possono muoversi in modo sorprendentemente rapido sulla terraferma, raggiungendo la velocità di un essere umano in corsa.

Se sulla terra sono piuttosto goffi, anche se possono muoversi in modo sorprendente, mentre nuotano in mare diventano aggraziati nuotando sino a circa 7 km all’ora e accelerando possono raggiungere i 35 km all’ora.

Attualmente la caccia ai trichechi è illegale, tranne per gli indigeni, per i quali rappresenta ancora una grande risorsa di vita.

Le loro zanne, olio, pelle e carne erano così ambiti nel XVIII e XIX secolo che il tricheco fu cacciato fino all’estinzione nel Golfo di San Lorenzo e nelle isole al largo della costa della Nuova Scozia.

Generalmente, il tricheco veniva cacciato per :
Carne per l’alimentazione.
Le pinne erano considerate una prelibatezza.
Zanne e ossa erano usate per strumenti e come capi di abbigliamento.
L’olio era una fonte di calore.
La pelle dura veniva usata per creare teloni, rivestimenti per barche e trasformata in corda.
L’intestino era usato per creare dei parka impermeabili.
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